Il mercato del Monza non decolla e Pessina verso l'addio



Il mercato del Monza deve ancora entrare nel vivo perché oltre a qualche giovane di buone speranze e a profili esperti come Pedro Obiang e Demba Thiam, resta da capire quali possano essere le uscite. Al passo d'addio potrebbe esserci il capitano Matteo Pessina, che s è rivisto in campo dopo mesi contro l'Alcione dove ha siglato il rigore del 2-0. Le sirene del Bologna potrebbero allontanarlo da Monzello, d'altronde il capitano biancorosso sogna ancora la Nazionale con vista sui Mondiali e un anno di Serie B non sarebbe il massimo per sperare di vestire nuovamente l'azzurro. La piazza monzese certamente farebbe fatica a digerire l'addio di Pessina. Discorso diverso per Andrea Colpani talento spesso inespresso tanto in Brianza, quanto anche a Firenze nell'ultimo anno con mister Raffaele Palladino. Se dovesse arrivare l'offerta giusta il trequartista potrebbe partire magari verso la Cremonese o magari aspirare a maglie più pesanti come quelle di Atalanta o Inter in base al trasferimento o meno di Ademola Lookman da Bergamo a Milano, o addirittura potrebbe spostarsi alla Roma di mister Giampiero Gasperini. Colpani però sarebbe nella migliore delle ipotesi una riserva in entrambe le squadre nerazzurre e anche con i giallorossi partirebbe sempre dalla panchina.   Altro nome in uscita è quello di Armando Izzo ultimo leader della difesa, sembra aver rifiutato la chiamata dell'allenatore Davide Nicola sempre a Cremona. Anzi il difensore napoletano starebbe trattando per prolungare di un altro anno il rapporto col Monza spalmandosi l'ingaggio. Gli esperti di mercato però sanno bene che fino al 1 settembre tutto può accadere. Comunque Pessina, Colpani e Izzo restano tre giocatori da Serie A che nella cadetteria potrebbero essere determinanti per tornare subito nel massimo campionato.

Il mercato del Monza non decolla e paga ancora Fininvest



È proprio questo il tema: quante possibilità concrete esistono affinché i biancorossi ottengano subito la promozione in A? Per il momento è solo l'auspicio della nuova proprietà Beckett Layne Ventures del Monza. Il fondo americano al momento del signing  (la firma dell'accordo) a inizio luglio ha versato solo 3 milioni di euro nelle casse di Fininvest  e per rilevare l'80% delle quote societarie dovranno essere pagati alla holding della famiglia Berlusconi altri 21 milioni di euro al momento del closing a settembre, Tradotto per il momento le spese di queste settimane le salda ancora la vecchia proprietà e sarà interessante capire quanto e come spenderanno i soldi altrui,  l'advisor Mauro Baldissoni, il direttore sportivo Nicolas Burdisso e il coordinatore dell'area tecnica Francesco Vallone. Una convivenza economica obbligata tra Fininvest e Beckett, ma non gradita. D'altronde Piersilvio e Marina Berlusconi hanno manifestato in più di un'occasione negli ultimi tempi di voler disfarsi del Monza, ma qui c'è una squadra da completare e in alcuni casi sfoltire visto che la difesa è ancora da costruire, mentre in avanti ci sono una sfilza di punte e mezze punte che rischiano di rimanere fuori dal progetto tecnico di mister Paolo Bianco.

Il mercato del Monza non decolla e Galliani tentato dal Milan



Un capitolo a parte lo merita Adriano Galliani ad oggi ancora amministratore delegato del Monza, ma con il futuro incerto. Al momento il fondo americano vorrebbe tenerlo con un ruolo di rappresentanza istituzionale nel club, magari come presidente onorario. Nelle ultime ore però ci sarebbe anche la tentazione del Diavolo. Infatti il senatore di Forza Italia potrebbe approdare o meglio tornare al Milan come presidente senza però avere incarichi esecutivi, ma rappresentando i valori rossoneri.  La tifoseria dopo l'ultimo anno di gestione di Galliani, ha invitato il dirigente a lasciare Monza, Galliani però resta finora  l'unico che insieme a Silvio Berlusconi e le sue disponibilità economiche in 4 anni ha portato i biancorossi dalla C alla A. Un aspetto non banale che ha permesso al club di far crescere il proprio appeal e di essere acquistato da una società con dirigenti di esperienza. Ai posteri l'ardua sentenza.


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