Il Monza tra la festa per la A e il (mio) bilancio di fine stagione
La gioia è stata grande anche perché il traguardo è stato meritato, ma anche sudato e sofferto fino alla fine. La squadra brianzola ai nastri di partenza era tra le favorite in Serie B per conquistare la promozione vista la rosa con giocatori di esperienza che hanno militato nel massimo campionato, Il calcio però non è scienza precisa, c'è sempre qualcosa di imponderabile, che rende tutto imprevedibile.
L'inizio per il Monza non è stato dei migliori durante il passaggio di proprietà tra Fininvest e Beckett Layne Ventures e con giocatori pronti a lasciare Monzello, per poi rimanere tra le fila biancorosse anche perché di proposte interessanti da altre società ne sono arrivate ben poche.
Mister Paolo Bianco è stato bravo a compattare il gruppo e ottenere anche un filotto di vittorie in autunno dando continuità nei risultati e nel gioco. Molto spesso il Monza è apparsa una squadra dai due volti, dove al primo tempo finiva in svantaggio e poi nella ripresa riusciva a recuperare o spesso a ribaltare il punteggio. Il tifoso monzese sa che bisogna soffrire fino alla fine.
Il mercato di riparazione ha sicuramente aumentato il livello della squadra con Patrick Cutrone, Hernani Junior e Giuseppe Caso, mentre hanno lasciato la Brianza Armando Izzo, Kevin Zeroli e Gianluca Caprari.
A volte l'aspetto mentale ha pesato sulle gambe basti pensare alla sconfitta di Chiavari per 4-2 contro lo Spezia (retrocesso ndr), dopo essere andati in vantaggio per 2-0 al 15'. Un altro esempio è il match a Mantova perso 3-2 che è costata la promozione diretta in Serie A. Il paradosso è che in quella gara i ragazzi nel primo tempo erano apparsi spaventati, poi nella ripresa avevano ripreso gli avversari e a momenti la potevano anche vincere allo scadere invece l'hanno persa al 96'.
Chi ha fatto la differenza sono stati il capitano Matteo Pessina leader carismatico soprattutto nei momenti complicati, Pedro Obiang che ha portato esperienza nel mezzo, i giovani Leonardo Colombo e Adam Bakoune che hanno finito la stagione da titolari, la costanza di Samuele Birindelli, gli strappi di Paulo Azzi fino all'infortunio, le parate di Demba Thiam, il recupero di Andrea Petagna prima come uomo e poi come calciatore e nella retroguardia hanno fatto bene Luca Ravanelli, Filippo Delli Carri e Lorenzo Lucchesi.
A correnti alternate Andrea Carboni, Dany Mota, Andrea Colpani. Patrick Ciurria resta un buon giocatore, ma nell'ultima parte di stagione si è un po' perso. Mirko Maric era partito discretamente poi è finito fuori dalla lista come Nicholas Galazzi che potrebbe essere un buon giovane su cui puntare. Arvid Brorsson grande impegno, ma sulla distanza l'allenatore ha preferito altri. Augustin Alvarez ha un po' deluso le aspettative, ma solo 4 gol sono troppo pochi per prendere il posto di Petagna e Cutrone.
Zeroli dopo una serie di infortuni in biancorosso ha trovato più spazio e continuità alla Juve Stabia, mentre Izzo leader difensivo ha deciso di tornare dai Lupi dell'Avellino in rotta con allenatore e società biancorossa. Gianluca Caprari dopo la partita a Empoli è rimasto ai margini e a gennaio è andato al Padova. Fuori dal progetto Keita Balde e Omari Forson. Gli altri giocatori quest'anno hanno fatto fatica a trovare spazio.
Ora è tempo di fissare lo sguardo al prossimo campionato di Serie A e questa squadra che aveva la pressione di vincere la B ora dovrà attrezzarsi per salvarsi nel massimo torneo nazionale. Si riparte con Bianco e la triade societaria Mauro Baldissoni, Nicolas Burdisso e Francesco Vallone.
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